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NUOVE FASI

Premessa: Enrico lo scorso anno diceva di avere sei "morose", cinque bambine dell'asilo e la vigilessa. Dall'inizio del nuovo anno scolastico il numero si è drasticamente ridotto ad una sola morosa dopo che una bambina gli aveva fatto notare che forse sei "morose" erano un po' troppe da gestire. Ora c'è una nuova svolta nella vicenda.
A cena, qualche giorno fa, di punto in bianco Enrico ha esordito così:

- Mamma, non so più chi sposare!

- Non sai più chi sposare? Ma non volevi sposare la M.?
- Eh, ma lei adesso vuole sposare C.
- Ah... capisco. E la V.?
- Eh, ma lei vuole sposare R.... E io allora non so più chi sposare!
- Ma non c'era un'altra bambina dell'asilo che ti stava simpatica? Era E.?
- No, lei no! Lei non mi lascia mai stare. Mi viene sempre dietro! Come faccio io con una moglie che non mi lascia mai stare? Eh no!
- Giusto...
- Vabbè... allora io mi troverò la morosa quando andrò alle elementari... 


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VISTI DAI FIGLI/2

Dopo l'esperimento dell'altro giorno, ora tocca al papà.

Cosa ti dice sempre papà?

Chiara: Bellissima.

Enrico: Bello!

Cosa fa felice papà?

Chiara: Stare con la mamma e con Ragù . (Ragù, il gatto, ma questa è solo un'opinione)

Enrico: Stare con me.

Cosa rende triste papà?

Chiara: Essere senza la mamma.

Enrico: Stare senza di me, di Chiara e della mamma.

Come ti fa ridere papà?

Chiara: Quando mamma gli mette Ragù (il gatto)in testa.

Enrico:  Se fa "perepepèèèè".

Com’era da piccolo il papà?

Chiara: Era piccolo.

Enrico: Aveva i riccioli.

Quanti anni ha papà?

Chiara: 50.

Enrico: 50.000.

Cosa piace fare a papà?

Chiara: Gli piace lavorare.

Enrico: Lavorare.

Cosa fa papà mentre siete a scuola?

Chiara: Lavora.

Enrico: Stira. (qui Enrico inizia a dare risposte a caso mi sa...)

Cosa sa fare bene papà?

Chiara: Giocare.

Enrico: Stirare.

Cosa non sa fare papà?

Chiara: Non sa stendere i panni.

Enrico: Non sa salire sopra al frigorifero.

Cosa ti piace fare con lui?

Chiara: Giocare.

Enrico: I lavoretti

Che lavoro fa papà?

Chiara: Aggiusta i computer.

Enrico: Ingegnere.

VISTI DAI FIGLI

Giorni fa Claudio Rossi Marcelli ha pubblicato un giochino fatto ai suoi figli. Una sorta di intervista. Ho voluto provarla con i miei bambini e, dietro a una risposta buffa, c'è anche il loro modo di vedere il mondo, e il loro modo di vedere la mamma. Ecco qua:

Cosa ti dico sempre?

Chiara: Pasticcina.

Enrico: Bello!

Cosa mi fa felice?

Chiara: I libri.

Enrico: Me.

Cosa mi rende triste?

Chiara: Essere senza Ragù. (Ragù il gatto, in effetti quando era sparito per alcuni giorni ero l'unica preoccupata della famiglia)

Enrico: Essere senza di me.

Come ti faccio ridere?

Chiara: Con il solletico. (Il massimo della razionalità)

Enrico: Quando metti Ragù sopra i capelli di papà.

Com’ero io da piccola?

Chiara: Eri bella

Enrico: Avevi dei capelli come hai adesso.

Quanti anni ho?

Chiara: 99.

Enrico: 40 di più.

Cosa mi piace fare?

Chiara: Giocare con Ragù.

Enrico: Accarezzare Ragù.

Cosa faccio mentre siete a scuola?

Chiara: Lavori al computer, pulisci la cacca di Ragù e gonfi i palloncini per il mio compleanno.

Enrico: (...)

Cosa so fare bene?

Chiara: Pulire la cacca di Ragù.

Enrico: Cucinare.

Cosa non so fare?

Chiara: Non sai tenere la penna bene.

Enrico: Non sai alzare il papà.

Cosa ti piace fare con me?

Chiara: Nuotare e sciare.

Enrico: Stare nel letto con te.

Che lavoro faccio?

Chiara: Lavori al computer e poi fai i progetti delle case.

Enrico: Quello delle case.



SCRIVI BRAVISSIMO

Scrivendo la letterina a San Nicolò.

- Dai, Enrico, tu mi detti e io scrivo. Iniziamo con "Ciao, sono..."
- Enrico
- "e quest'anno sono stato..." Cosa gli metto? Sei stato cattivo, bravo o bravissimo?
- Scrivi bravissimo.
- E poi?
- "allora mi puoi portare il modellino del corpo umano"
- Ok. Fatto. E l'indirizzo di San Nicolò? Dove la mandiamo questa lettera? Dov'è che abita?
- Beh, San Nicolò abita in biblioteca.

Mi piace proprio l'idea di un San Nicolò che vive in biblioteca...
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L'INGEGNERE

Qualche sera fa, Enrico mi si è avvicinato e ha detto, con piglio sicuro:

- Mamma, da grande io voglio fare il lavoro di papà!
- Che bello Enrico! Ma lo sai bene che lavoro fa papà?
- L'ingegnere!
- Giusto, ma lo sai di preciso cosa fa?
Lui scrolla le spalle e mi dice:
- Lui è ingegnere e costruisce Pinocchi! E io da grande voglio costruire Pinocchi!

Non può che essere così.


Il mio bel Pinocchietto.
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IL MORALIZZATORE

Domenica sera, al McDonald's.


Io, Enrico e Chiara eravamo seduti ad un tavolo mentre una signora, mentre ci passava vicino, ha inavvertitamente rovesciato per terra il suo bicchiere di Coca Cola. Ovviamente la Coca è uscita tutta facendo una bella pozza sul pavimento.
Niente di che se non fosse per Enrico che ha guardato serio la signora e le ha detto:

"Signora, hai fatto proprio una brutta cosa!"

Ah la sincerità dei bambini...
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IL BAMBINO CINESE

Oggi a pranzo.

Enrico si è messo in testa a mo' di cuffia la retina che avvolgeva un trancio di prosciutto crudo. Come un samurai, con tanto di coda.
"Enrico, ciao, adesso devo andare, ci vediamo dopo"
"Non sono Enrico, sono un bambino cinese!"
"ok, allora, ciao bambino cinese!"
Silenzio.
"Ehi, bambino cinese... non mi saluti?"
"Sono timido."

Ecco. Ora ho un bambino cinese. E timido.
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IL FASCINO DELLA DIVISA

Oggi, fermi ad un incrocio.

"Enrico, guarda! C'è la vigilessa!"
E lui, impassibile:
"Sì, mamma, ma non è questa la mia morosa. Io sposerò la vigilessa bionda, quella con la coda."

il mio piccolo latin lover
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ENRICO NON ANDARE NEL BOSCO

Da qualche giorno uno dei giochi preferiti di Enrico è leggere (far finta di-) un libro ai nonni.

E così prende dalla libreria un piccolo libro, sempre lo stesso ("Mani pulite" di Platone, tutto un programma!) ed esordisce:
"Adesso vi leggo un libro, è un libro beeeellissimo, è un po' lunghetto. Il titolo è "Enrico non andare nel bosco"" e inizia la storia, sempre uguale:
"C'era una volta un bambino mooolto coraggioso che si chiamava Enrico e viveva con la sua mamma, il suo papà, la sua sorellina Chiara e il suo gatto Ragù. Viveva in una casa tutta colorata e con i mobili tutti colorati. Un bel giorno la mamma gli disse:"Enrico, vai nel bosco a raccogliere dei fiori per la nonna" e così Enrico, che era un bambino molto coraggioso, andò nel bosco buio e frondoso. Ma lui era mooooolto coraggioso. E cammina, cammina, a un certo punto (gira pagina) UN LUPO!!!!! Con gli occhi gialli e molto arrabbiato! ma Enrico è un bambino molto coraggioso!" 
Non si sa come sia andata a finire perché, a questo punto, il nostro narratore termina con un:
"Bene, è una storia un po' lunghetta, basta così" oppure "Adesso basta perché la storia continua in inglese ma io ancora non lo so".
Aspetteremo.

Il nostro narratore.
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5

"Mamma, vero che
sono stata io a farti diventare una mamma?"

 

Ehi, tu.

Tu che sei la mia bambina. Tu che ami ripetere che sei stata
proprio tu a farmi diventare una mamma, e me lo chiedi e richiedi.

Tu che sei decisamente una bambina slow, ma quando vuoi sai
essere fin troppo svelta. Tu che sei così femminile e non capisco proprio da
dove hai preso questo modello, che mi chiedi lo smalto per le unghie, e le
collanine, e i braccialetti, e la borsetta. E sei una principessa, proprio tu
alla quale io non leggevo mai storie di principesse. Ma sei una principessa
moderna,  la più femminista di tutte le
principesse.

Tu, che adori i peluche e ne hai una valanga. E che adori i
gatti, proprio come me, e hai una passione smodata per le lumache e i vermetti
di ogni tipo.

Tu, che ti sei ritrovata un fratellino un po' ingombrante ma
che, insomma, te la stai cavando bene.

Tu, che da grande vuoi fare la pittrice e disegni, disegni,
disegni.

Tu, che hai i miei occhi ma più belli, auguri.

 

La tua mamma

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